La ristrutturazione dei debiti ed i fideiussori.

Il mio articolo sulla Rivista “Diritto della Crisi”

 

L’articolo, da me scritto e pubblicato sulla prestigiosa rivista di diritto fallimentare “Diritto della crisi”, si occupa di due tematiche:

1- L’effetto esdebitatorio conseguente alla ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis. Ciò implica, come ritiene il legislatore nel Codice della crisi e dell’ insolvenza, che all’accordo va attribuito effetto novativo, non così per il concordato, con liberazione annessa anche per i fideiussori.
Accade che le banche aderiscono ma non liberano i fideiussori. Così non può più avvenire per la ristrutturazione ex art. 182 bis.

2- L’altra questione affrontata attiene agli effetti del cram down.
Il quesito che ci poniamo è se il creditore pubblico, subita la falcidia, possa agire per la differenza nei confronti dei coobbligati solidali ex lege o fideiussori. Si pensi alle coobbligazioni solidali per le cooperative di lavoro a beneficio dell’Inps.

La questione ha un altro angolo prospettico: se la soluzione coatta, decretata dall’organo giurisdizionale mediante cram down, di imporre per i creditori pubblici un importo minore di quello preteso nominalmente, possa contenere un effetto esdebitatorio anche per i garanti ed i fideiussori, che non devono, in altri termini, rispondere con il proprio patrimonio per la differenza del dovuto, ma ne siano definitivamente liberati, nel seno della ristrutturazione dei debiti ex art. 182 bis.

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