UN ANNO FA: 18/05/2018 QUANDO BRAMINI FU SLOGGIATO DALLA SUA CASA

Avvenne il 18 maggio del 2018 lo sfratto dalla sua bellissima casa: e Sergio dovette capitolare. La Magistratura monzese non volle sentire ragioni, nonostante che Bramini fosse creditore dello Stato.
In assetto di guerra, come se dovessero catturare un boss mafioso, si presentarono a casa sua una pletora di poliziotti e carabinieri e,nonostante la presenza dei futuri vicepremier Di Maio e Salvini,Bramini fu costretto ad abbandonarla.
Furono le Iene ed in modo particolare Alex De Giuseppe a condividere il suo dramma.
Bramini, costernato, obbedì agli ordini degli ufficiali giudiziari: consegnò le chiavi ed andò via piangendo con sua moglie, i figli ed i cani che capivano la sofferenza del padrone.
Da allora sono accadute molte cose:
1-Bramini è diventato consulente del governo,
così ha voluto Di Maio e soprattutto Gianluigi Paragone.
2-Proprio il senatore Paragone ha sposato in pieno la sua causa ed ha fatto approvare la nuova formulazione dell’art. 560 cpc, grazie al quale il debitore può rimanere nella sua casa sino a quando è reso il decreto di trasferimento .
È questa una Rivoluzione, perché ha tolto dalle mani della banca, GangBank come lui la definisce in un fortunato e bellissimo libro ,la pistola fumante: oggi il debitore non esce subito dalla sua casa, può e deve avere un tempo per organizzarsi e trovare una nuova sistemazione.
3- Molti Magistrati sono riottosi ad applicarla, perché sono proni alle banche, partecipano ai loro convegni, master,sposandone in pieno le ragioni. Le motivazioni di questo comportamento appaiono misteriose,per non pensare ad altro.
4- Ma proprio ieri il Tribunale di Grosseto grazie all’impegno di Simona Pedrazzini e della sua associazione-piccoli imprenditori suicidi di Stato- ha reso il primo provvedimento a favore del debitore: può stare in casa con la sua famiglia sino al decreto di trasferimento e si tratta-questa è la pregevole novità- di un’esecuzione sorta prima della nuova formulazione dell’art. 560 cpc. Si è aperta la breccia, il precedente giurisprudenziale c’è, dunque altri magistrati coraggiosi potrebbero dare letture più orientate costituzionalmente ed applicare la nuova disposizione in luogo di quella precedente.
5-Bramini ha perso la sua casa, aggiudicata da un oscuro commerciante cinese;si sta battendo come un leone per impedire che sia reso il definitivo decreto di trasferimento, dal momento che l’asta fu condotta contro la legge ed in violazione delle più elementari norme processuali. Conoscendolo arriverà sino alla Corte Europea e farà esposto al CSM, qualora il Tribunale di Monza dovesse disapplicare la legge: la vendita che ha assicurato la casa al cinese è contro il diritto,è un abominio.
6- Ha ottenuto, grazie allo studio della collega Monica Pagano, la procedura di sovraindebitamento,per cercare di liberarsi definitivamente delle sue pendenze ed onorare tutti i suoi adempimenti. Dunque non è un imprenditore che è scappato via con la cassa, non ha casa a Montecarlo, vive in affitto ed ogni giorno con l’aiuto delle bellissime figliole deve sbarcare il lunario: vive stentatamente, segno della sua probità ed onesta’.I suoi detrattori possono dire quello che vogliono, ma la coscienza di Sergio Bramini profuma di bucato antico.
7- Abbiamo scritto un libro per raccontare la sua storia-Bramini,un’ingiustizia di Stato,con prefazione di Alex De Giuseppe-paragonando le sue vicissitudini a quelle della letteratura degli scarti, degli ultimi,come li definisce il Papa.
Mi ha chiesto,con gentilezza e garbo,di aiutarlo a preparare altre leggi, perché vuole scrivere, come disse Paragone, IL MANIFESTO DEL DEBITORE RESPONSABILE.
Ora la sua vita va in questa direzione: aiutare gli altri, gli ultimi, quelli che sono rimasti indietro.
Che Iddio gli dia la forza.
Qualcosa di buono, Sergio carissimo, è stato fatto.
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