EMENDAMENTO PESCO: LA LIBERAZIONE DEL DEBITORE

Il Senatore Pesco ha firmato (assieme a Senatori del suo Movimento ed anche di altri partiti) un emendamento alla conversione in legge del Decreto Semplificazioni che, se venisse approvato, costituirebbe un opportuno e confacente strumento per salvare debitori e loro famiglie.

Non potendo intervenire nel tessuto connettivo del Codice di Impresa, la cui vigenza è stata procrastinata al settembre 2021, è parso più acconcio interporre la modifica sulla pregressa legislazione (la legge 3/2012) con ricadute significative e considerevoli.
L’emendamento Pesco è il risultato di un lavoro proficuo e redditizio di Professori universitari, Magistrati di Cassazione, Giuristi, Giudici di Tribunali, Associazioni di volontariato, le cui competenze sono confluite in un profittevole gioco di squadra che ha prodotto una strumentazione normativa a difesa del debitore, in un momento storico di sua inevitabile debolezza, dalla quale difficilmente si libererà.
Gli effetti della pandemia per i debitori sono stati devastanti e questa norma potrà mitigarne le sofferenze.
In sintesi questa proposta introduce nell’ordinamento tre importanti novità.
1-La nozione di indebitamento dell’intero nucleo familiare, che non sarà più solo individuale. Ne è prevista la necessaria procedura.
2–La possibilità dell’esdebitazione automatica, essenziale per consentire ai debitori una ripartenza, anche se non tutti i debiti pregressi sono stati pagati.
3- Una maggiore responsabilizzazione dei finanziatori, che subiscono penalizzazioni nei casi di concessione imprudente del credito.
Dunque i membri della stessa famiglia possono presentare un’unica procedura di composizione della crisi da sovra-indebitamento quando sono conviventi o quando il sovra-indebitamento
ha un’origine comune.
Nel caso in cui siano presentate più richieste di composizione della crisi da sovra-indebitamento riguardanti membri della stessa famiglia, il giudice adotta i necessari provvedimenti per assicurarne il coordinamento.
Il punto fondamentale della legge riguarda,tuttavia,l’istituto dell’esdebitazione, per consentire la totale liberazione  dei debiti.
Il debitore non può subire il nexum a vita e rispondere con tutti i suoi beni presenti e futuri delle pregresse obbligazioni.
Finalmente, con la trasformazione in legge di questo emendamento, anche se si è titolare di un asset patrimoniale inferiore al valore del credito per il quale si è concretata l’esecuzione forzata, il ricavato di quella vendita coattiva estinguerà definitivamente il vincolo obbligazionario.
Questo è il massimo effetto e vantaggio dell’emendamento: la definitiva liberazione del debitore.
Se venisse votato, come sembra dalla maggior parte delle forze politiche, sarebbe una grande conquista di civiltà.
Come avvenne nell’antica Roma quando si sostituì alla schiavitù personale quella patrimoniale con la Lex Poetelia Papiria de nexis, con questo emendamento l’esdebidazione libererà definitamente il debitore.
E così sia.

Pubblicato su “Gli Stati Generali” il 7 agosto 2020 – LINK
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