Il giuramento della Pallacorda nella rivoluzione francese. La legge Bramini ci sarà per la dignità del debitore

IL GIURAMENTO DELLA PALLACORDA NELLA RIVOLUZIONE FRANCESE. LA LEGGE BRAMINI CI SARA’ PER LA DIGNITA’ DEL DEBITORE

Domani cade l’anniversario del giuramento della Pallacorda, 20 giugno 1789, evento decisivo e spartiacque dirimente negli accadimenti della Rivoluzione francese.

Si chiama Pallacorda una stanza che si trovava nei pressi del palazzo dei Menus-Plaisirs a Versailles dove si sarebbero dovuti riunire gli Stati Generali per ordine del Re di Francia Luigi XVI. Quelli del Terzo Stato, raccontano gli storici (Lefebvre, Furet, Soboul, Israel) trovarono le sale del palazzo chiuse (la loro stanza si chiamava des Menus) per l’ostruzionismo del sovrano: allora si recarono nella sala della Pallacorda simile ad un odierno campo di tennis al coperto.

Qui giurarono, scrivono gli storici, “in un clima di grande entusiasmo, a non separarsi in nessun caso ed a riunirsi ovunque le circostanze lo avessero richiesto, fino a che la Costituzione non sarebbe stata stabilita ed affermata su solide fondamenta”.

Questa comparazione storica è delineata in ragione del Convegno che si è tenuto ieri a Roma alla Sala Tatarella, Camera dei Deputati, ove dall’associazione Insieme per la Dignità del Debitore è stato presentato un progetto di legge con il nome di chi ha subito lo sfratto nel giorno della vergogna: 18 maggio 2018: Sergio Bramini.
Hanno partecipato giuristi (Dino Crivellari, Francesco Petrino), politici (un nutrito gruppo di deputati dei Cinque Stelle tra i quali l’on. Luca Migliorino, sociologi (Maurizio Fiasco e Giacomo Di Gennaro), avvocati (Emanuele Petracca, William Moretti), analisti finanziari (Scarano Alfonso), periti (Marco Grisotto) ed anche alcuni esponenti del mondo bancario.
C’eravamo anche noi di Favor Debitoris ed Enzo Perrotta per la Confimpresaitalia.
Il messaggio che esce da questo convegno è forte e solenne: è necessaria per il paese, con il vento fresco e nitido che gonfia le vele della nave del cambiamento, una legge, la legge Bramini, affinché non si ripetano sfratti, non siano cacciate via povere famiglie massacrate dall’usura, in alcune terre, anche criminale.

– Il debitore deve tornare al centro del dibattito politico istituzionale.
– Si deve proteggere la prima casa a qualsiasi costo.
– I magistrati dovranno applicare le leggi, pensando anche la parte più debole, quella che paga sempre, perdendo onore e dignità, il debitore.
4– Le banche non possono solo perseguire i loro utili, ma debbono ridiventare di pubblico interesse e devono essere vicine all’imprenditore, non nemiche, sempre ritorsive.
– Si deve predisporre un meccanismo di controllo per le curatele, che sviliscono ogni esigenza ed aspettativa per il debitore fallito.
– Si deve arginare il potere delle banche che richiedono fallimenti, distruggono imprese con segnalazioni alla centrale rischi, che spesso si rivelano erronee.

Queste coordinate e tematiche complesse sono emerse dal dibattito del convegno.
Ma è stato commovente sentire le testimonianze di altri amici, che, come Bramini, hanno perso la casa e gridano vendetta, con calma e fierezza, per riacquistare una dignità che va sempre rispettata.

Dalla Sala Tatarella sale forte l’anelito per un impegno solenne, come il giuramento della Pallacorda: abbiamo giurato di dare al nostro paese una legge – La legge Bramini – per la salvaguardia della dignitas del debitore.
Quelli della Pallacorda furono capaci di lì a qualche mese di redigere la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo, noi faremo notti per dare sostanza al cambiamento: la legge Bramini ci sarà. Con il cuore e con l’anima dei più deboli.

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