SCATTA IL PIANO PER GLI ANZIANI

SCATTA IL PIANO PER GLI ANZIANI

 

CARDITO – E’ stato varato dal Consiglio comunale il «Piano per l’assistenza agli anziani» in esecuzione della legge regionale. La classe politica di Cardito non aveva mai regolato con strumenti legislativi confacenti questo settore: i criteri sono stati improntati al più bieco e squallido clientelismo, con notevole sperpero di denaro pubblico e senza nessuna direttiva promozionale a favore degli anziani. Il piano perciò colma una lacuna ultradecennale. Gli obiettivi di fondo – gli altri punti non possono essere contemplati per mancanza di strutture – in ossequio alla legge sono tre: assistenza socio-santitaria di carattere domiciliare, convenzione con alberghi e pensioni per la permanenza degli anziani in zone climatiche favorevoli, promozione dell’integrazione sociale attraverso il lavoro volontario e retribuito.

«Rispetto a queste indicazioni – dice l’assessore competente Mormile – abbiamo concentrato la nostra attenzione. Sarebbe l’optimum realizzare tutto quello che la legge suggerisce, ma la mancanza dei fondi è cronica. Per attuare interamente il piano occorrerebbero 500 milioni, ma la Regione ne ha solo stanziati dieci. Necessariamente abbiamo dovuto disporre di denaro sottratto alle casse comunali».

In realtà dall’amministrazione è stata completamente trascurata l’assistenza domiciliare. Sono stati operati, più che altro, interventi per favorire la socializzazione. Infatti gli anziani vengono adibiti alla vigilanza presso le scuole, eseguono lavori di manutenzione negli spazi pubblici, per il verde attrezzato, sorvegliano la villa comunale. Sono stati scelti secondo i criteri discretivi stabiliti dalla legge; tetto minimo di pensione Inps, stato bisognevole. Con avviso pubblico sono pervenute agli uffici comunali solo 40 richieste.

Fondamentalmente, secondo quanto afferma il consigliere del Pci, Cimmino, occorre « potenziare  l’ufficio assistenza. Bisogna inoltre sensibilizzare la regione affinché eroghi i fondi necessari. Non trascurare assolutamente l’assistenza domiciliare, utilizzando sia personale a part-time che quello infermieristico messo a disposizione dall’uso. Da parte della amministrazione ci deve essere lo sforzo, infine, di concentrare più fondi per questo settore nel bilancio comunale».

 

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