Privatizzare o municipalizzare la raccolta dei rifiuti? A Cardito c’è una via di mezzo, ma è polemica N.U., servizio misto

Privatizzare o municipalizzare la raccolta dei rifiuti? A Cardito c’è una via di mezzo, ma è polemica

N.U., servizio misto

CARDITO – Privatizzare o municipalizzare il servizio di nettezza urbana? E’ uno dei problemi che attualmente caratterizza e si pone come argomento e punto centrale nella discussione e nel dibattito politico-amministrativo. Già c’è divisione e contrapposizione tra le forze politiche: la Dc ha deliberatamente scelto per la privatizzazione, i partiti di opposizione – Pci e Psi – sostengono invece la municipalizzazione.

Per ora il funzionamento è assicurato da un servizio «misto»; lo spazzamento è di competenza comunale, la raccolta dei rifiuti solidi è affidata ad una ditta privata.

 

 

 

Non tutto il paese è ben tenuto e salvaguardato: il centro storico è comunque pulito, le zone periferiche, invece, sono effettivamente trascurate. Ci si riferisce soprattutto ai quartieri abusivi Masseria Sollo e Lombardi, alla frazione Carditello, alla zona Slai. Qui se avviene con continuità la raccolta dei rifiuti, per giorni interi le strade non vengon spazzate. D’altronde non si può sopperire adeguatamente alle esigenze della popolazione, visto e considerato che nell’organico del personale comunale, su 20mila abitanti operano soltanto 9 netturbini, di cui 3 a Carditello e 6 a Cardito. Bisogna inoltre constatare che per ferie o riposo settimanale il numero dei dipendenti – per la maggior parte anziani e già prossimi alla pensione – si assottiglia quotidianamente.

Si è orientati per la privatizzazione, perché si è già sperimentato e verificato, in molti comuni e in particolar modo nel capoluogo, quali siano i vantaggi ed i benefici che ne scaturiscano. In primo luogo il personale dipendente è nella responsabilità dell’appaltatore e non del Comune. Non si hanno problemi per scioperi e per sostituzione di turni feriali o di malattia. La stessa manutenzione di automezzi rientra nelle clausole del capitolato di appalto, strumento legislativo che garantisce la pubblica amministrazione per tutto il servizio.

Le argomentazioni, d’altro canto, di chi sostiene la municipalizzazione non sono difficili da analizzare. Innanzitutto qui a Cardito si può procedere all’assunzione di personale visto che la stessa pianta organica ne da facoltà. Si possono porre a concorso posti per tre autisti e otto netturbini, con la dovuta autorizzazione della legge finanziaria e rispettando le limitazioni da essa previste. Si evita, altresì, la logica del profitto, comunque insita nella scelta privata, si dà occupazione ed i problemi di funzionalità vengono comunque assicurati grazie all’acquisto di automezzi ed alta tecnologia (spazzatrice automatica) ed una rigorosa impostazione di politica del personale.

Bisogna però segnalare che solo per l’espletamento dei concorsi si arriverebbe ad un completo organico nel lontano futuro.

C’è però un punto nodale ed un ostacolo fondamentale che sfugge nella prospettiva di analisi sia per l’una che per l’altra scelta:il costo economico.

Attualmente Cardito spende per il servizio di nettezza urbana – stando a quanto precisa il bilancio comunale – intorno ai 500 milioni. Sia che si voglia pubblicizzare o privatizzare il servizio per provvedere e far fronte a tutte le esigenze territoriali occorrerebbe uno stanziamento di fondi maggiore, circa un miliardo. Il che significherebbe stornare molti finanziamenti da altri settori, lavori pubblici, istruzione ad esempio. E questa una decisione politica: il sindaco Fusco dice: «Si può assicurare un servizio decente introducendo nell’appalto clausole migliorative». Per ora si attende la scelta della nuova Amministrazione.

Biagio Riccio

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