Ma Cardito esiste?

CARDITO — Se un commerciante chiede una autorizzazione per aprire un negozio è difficile che possa raggiungere il suo scopo; se un cittadino fa regolare istanza per una concessione edilizia deve attendere le calende greche per vedere realizzata la propria casa; se in questa cittadina scoppiasse la rete idrica, i lavori di riparazione si prolungherebbero sine die. Cardito è il paese delle carenze, presso il Comune mancano uffici, mezzi strutture.

Carenze che rendono farraginosa la stessa attività della pubblica amministrazione e creano enormi disagi per gli abitanti. Infatti presso l’ufficio commercio manca un elenco di tutti gli artigiani e commercianti presenti sul territorio e lo stesso piano di commercio è ormai vecchio ed anacronistico: è stato redatto quando la cittadina contava appena 12mila abitanti, a fronte degli attuali ventimila. Accade quindi che in una stessa strada ci sono negozi alimentari a breve distanza l’uno dall’altro e nessuno di altro tipo.

La stessa Amministrazione comunale fa autocritica: «Come classe dirigente ,- dice il vicesindaco Antonio Mormile – effettivamente dobbiamo darci una regolata. Siamo consapevoli di non aver’ dotato il nostro Comune di strutture necessarie, affinché la stessa macchina amministrativa potesse funzionare nel modo dovuto. Non abbiamo ancora un piano regolatore, è fermo alla Regione da 4 anni per l’approvazione definitiva; e senza questo necessario strumento urbanistico è pressoché impossibile l’attività della

commissione edilizia. Non sappiamo nulla sullo sviluppo edilizio, non c’è presso i nostri uffici un censimento aggiornato delle civili abitazioni esistenti sul territorio».

L’elenco delle carenze si allunga a dismisura e continua il mea culpa del Comune: «Non abbiamo conoscenza effettiva di Cardito e ciò è fondamentale ai fini di una corretta pedisposizione dei servizi da fornire. Non esiste altresì un archivio, una banca dati dei progetti già attuati di fogne e rete idrica per il prolungarsi a lunga scadenza dei lavori di ristrutturazione e sistemazione delle strade, perché le stesse ditte appaltatrici non conoscono lo stato del sottosuolo».

C’è tuttavia uno spiraglio, un tentativo di soluzione; secondo il consigliere Narciso «per far fronte a queste gravi carenze della struttura organizzativa del nostro Comune possiamo avvalerci della legge 67 del marzo ’88 che si riferisce alla formulazione di progetti riguardanti lo svolgimento di attività di utilità collettiva. Possiamo infatti, con l’assunzione a tempo determinato di giovani, costituire una struttura che possa fornire dati necessari per l’attività della nostra pubblica Amministrazione. Da un lato diamo occupazione ai giovani, dall’altro ammoderniamo la nostra macchina amministrativa».

 

Biagio Riccio

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