Le occasioni di Cardito

CARDITO – Per l’87 l’amministrazione comunale di Cardito può investire 10 miliardi. E’ un’occasione ed opportunità con la Cassa Depositi e Prestiti: in altre parole, ogni Comune, può indebitarsi, per contrarre mutui sia decennali che ventennali ed estinguere nel corso degli anni il pagamento degli interessi. Gli stessi si aggirano sul tasso del 10,50%. Un’occasione che rischia di perdersi, almeno per quest’anno. Infatti tra le forze

politiche non si registra alcun tipo di proposta. Il dibattito è scadente, molto superficiale, segno e tangibile dimostrazione di immobilismo e miopia di un’intera classe dirigente.

Ad onor del vero bisogna pur dire che il finanziamento, cioè, la «capacità di indebitamento», comunque non si perde, ma slitta negli anni successivi. Denunciare la lentezza delle autorità è opportuno: se questa cittadina è sufficientemente fornita di opere ad infrastruttura primaria, manca di infrastrutture secondarie. Non c’è un teatro, un complesso sportivo dignitoso, uno spazio verde di dimensioni consistenti. Ora che esiste una congrua e ragguardevole possibilità di sfruttare ed utilizzare questi finanziamenti, i partiti politici potrebbero attrezzarsi e annunciare i loro obiettivi e programmi.

Le proposte possono seguire un triplice itinerario: completamento delle opere già progettate per il recupero del centro storico; finanziamento per la costruzione di una nuova casa comunale; concentrazione di tutti i fondi per la realizzazione del «parco taglia».

Stando ai pochi orientamenti dei rappresentanti delle forze in campo, il primo obiettivo va al completamento delle opere progettate. In termini concreti significa che saranno finanziati tutti i progetti già approvati dal Consiglio comunale: piazza Pisacane, piazza Giovanni XXIII e senz’altro piazza Garibaldi, il cui progetto generale non ancora è stato esaminato in Consiglio.

Concordi tutti i partiti per la costruzione di una nuova casa comunale, che dovrebbe sorgere in viale Kennedy. Una decisione che va però esaminata per verificare se si vuole concentrare tutto l’investimento dei dieci miliardi. Ma c’è chi non è d’accordo e opta, invece, per la realizzazione definitiva del «parco taglia», come ad esempio i consiglieri della frazione. Le polemiche già divampano, se si considera che l’opera potrebbe andare interamente a carico della Regione.

Da parte sua il sindaco Biagio Fusco porterà un pacchetto di proposte. «Intendiamo – dice – realizzare un complesso polifunzionale, biblioteca, teatro, una chiesa nella zona Slai, nel terreno di proprietà comunale».

Per ora solo intendimenti.

 

     

Biagio Riccio

 

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