Dai rifiuti un parco

CARDITO – Al convegno organizzato dal Pci sul tema «Progetto parco Taglia» si è discusso approfonditamente su tre aspetti essenziali: la natura e costituzione del progetto, le sue finalità, la gestione del futuro parco pubblico.

La «vasca Taglia» era una discarica delle fogne, del Cassano, di Arzano, Frattamaggiore, Cardito. Fu venduta dal suo proprietario Pezzullo, al Comune di Napoli; dopo lo straripamento delle acque, nell’autunno del 1969, che provocò enormi danni alla popolazione e al territorio, il Comune di Cardito, con l’amministrazione Arcella, richiese il risarcimento dei danni. Si rinunciò allo stesso, perchè la vasca, risanata, fu donata; ciò avvenne nel 1981 con l’amministrazione Di Micco. L’atto di formalizzazione della cessione si è avuto due anni fa, tra l’ex sindaco di Napoli, Vincenzo Scotti e quello di Cardito, Andrea Losco.

Si tratta di un polmone verde di 180mila metri quadrati, di cui 87mila sono di proprietà comunale. Dallo studio – come ci è stato spiegato dall’architetto Capasso – preparato dal Comune è stato previsto un parco pubblico, con infrastrutture varie, campi di tennis, un anfiteatro, padiglioni.

Quando si sono avuti finanziamenti per un miliardo e trecento milioni sono stati redatti progetti stralcio, ma è stato necessario eseguire.

E’ orientamento pacifico tra le forze politiche che il parco pubblico deve essere sovracomunale; in altri termini, essendo lontani i tempi di realizzazione, si spera in un intervento della Regione per i finanziamenti e per legare strettamente questa iniziativa alle infrastrutture secondarie per i ventimila alloggi previsti dalla legge sul terremoto. La spesa complessiva, considerando approssimativamente l’esproprio, è di circa dieci miliardi, non disponibili chiaramente nelle casse comunali.

Al convegno del Pci c’è stata anche una voce di dissenso: l’ex sindaco Andrea Losco, esponente di punta del «Nuovo osservatore», ha fortemente criticato l’amministrazione comunale. Egli ha dichiarato: «Il dibattito politico è insufficiente e, come tale, sta emergendo un progetto inadeguato, che non servirà a raggiungere l’obiettivo di dare impulso occupazionale e di risveglio sociale; non vengono individuate nel progetto le strutture private che debbono concorrere a dar vita a questa area».

Sarà il convegno del «Nuovo osservatore» ad indicare una diversa proposta progettuale».

 

Biagio Riccio

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