CHECK-UP PER CARDITELLO

CHECK-UP PER CARDITELLO

CARDITELLO – La frazione di Cardito attualmente, con l’apporto determinante degli abusivi conta quasi 8mila abitanti. L’economia è prevalentemente agricola e i suoi produttori sono per la gran parte esportatori. E’ quanto conferma il rapporto Censis. Questi i dati di Carditello: la disoccupazione, non è molto alta, pari al 7% degli abitanti; il grado d’istruzione «non è assolutamente elevato, con alcune sacche i popolazione ancora analfabeta; le infrastrutture primarie sono alquanto sufficienti, mentre quelle secondarie sono effettivamente scarse».

In realtà, sondando il malcontento della gente, ci si accorge che qui a Carditello la qualità del non esiste. La maggior parte delle strade sono dissestate, in alcuni punti del territorio l’illuminazione è scarsa, le proteste della popolazione sono rivolte soprattutto alla nettezza urbana: poche le strade pulite, i rifiuti non vengono raccolti per intere settimane. Il sabato e la domenica mattina manca l’acqua ai piani alti.

Rileggendo le cronache dei giornali emerge che le estorsioni e le rapine avvengono con una frequenza quasi quotidiana: l’ordine pubblico non è facile farlo rispettare soprattutto perché sono pochi ed insufficienti i vigili urbani per tutto il territorio. Si potrebbe quasi parlare di «questione Carditello»: è da vent’anni che si aspetta l’integrazione con Cardito.

Nel decennio scorso alla ribalta della scena politica si presentava in modo dirompente il fenomeno «separatista» di Turino, già sindaco di Cardito. Veniva composta una lista civica che raccoglieva molti consensi proprio nella frazione, facendone dei suoi problemi il caposaldo del programma elettorale. Gli osservatori dicevano, soprattutto, nell’ambito politico, che con Tutino si era ancor più ispessito il diaframma di divisione con Cardito. Ma i risultati elettorali (cinque seggi e primo partito nella frazione) erano il segno e la tangibile dimostrazione di una protesta che solo quegli effetti avrebbe potuto sortire. Ora, come suggerisce il capogruppo Garofalo del Pci i tempi sono cambiati: «La classe politica – dice – mostra una maggiore attenzione verso la problematica della frazione, anche con l’apporto dei cittadini che consci delle loro condizioni, partecipano con più incisività che nel passato alle scelte che li interessano».

Il sindaco Narciso, d’altro canto si difende: «Se i servizi ordinari per la frazione – dice – non vengono assicurati è perché abbiamo una pianta organica inadeguata: con settanta dipendenti non si può sopperire alle esigenze di ventimila abitanti. A Carditello si accentuano queste carenze». La popolazione aspetta con ansia la

realizzazione di piazza Giovanni XXIII. «Inutilmente – come afferma il capogruppo del Pci – sono stati spesi 150 milioni per un progetto contestato dalle opposizioni, perché non innestato in un assetto urbanistico complessivo della zona, cosa che è stata ritenuta fondamentale per il rinnovato progetto».

L’amministrazione comunale assicura che per la fine dell’anno saranno realizzate sia piazza Giovanni XXIII che quella di San Biagio. Così come si cercherà di portare a termine i lavori per i campi di calcetto e tennis nel parco Taglia.

A Carditello si spera che non siano solo promesse.

 

Biagio Riccio

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