Cardito – Usl nella bufera

CARDITO – Nella seduta di lunedì sera il Gruppo consiliare ed il Comitato cittadino della Dc hanno approvato, all’unanimità, un documento di dura protesta contro l’USL-25 ed in primo luogo contro il Comitato di gestione. Si chiede fondamentale l’invalidazione di tutti gli atti posti in essere dall’organismo esecutivo ed il commisariamento dell’USL-25.

Vengono ribadite, nella parte iniziale, le denunce e le accuse per i numerosi disagi in cui versa la popolazione del paese, ponendo in particolare evidenza come il territorio di Cardito sia privo di qualsiasi struttura, attrezzatura sanitaria, e come si sono effettivamente acuite negli ultimi tempi le difficoltà dei cittadini, «sottoposti ad assurdi e defaticanti spostamenti nei Comuni, dove sono concentrati i maggiori centri pubblici sanitari».

Se questa parte può essere considerata scontata e prevedibile, è invece di enorme importanza, secondo il documento, il passaggio in cui vengono giudicati illegittimi tutti gli atti posti in essere dal Comitato di gestione. E’ la stessa struttura dell’organo esecutivo che viene considerata illegale, in quanto «non viene rispettata la percentuale riservata dalla legge ai non consiglieri comunali». E’ ricorrente e rimarcato, nella protesta della Dc di Cardito, il dato che tutto l’operato del Comitato di gestione sia scaturito e sia frutto più di «logiche clientelari territoriali che di una corretta politica sanitaria».

In sostanza, la situazione per Cardito si presenta grave, perché nessun rappresentante di questo Comune è presente nel Comitato di Gestione. Ecco perché c’é un vero e proprio disinteressamento dell’USL nei riguardi di questa cittadina, dove per i problemi sanitari urge un’impellente soluzione.

Ma quale è stato il movente, il principio informatore del documento della Dc? Sono stati concessi, negli anni precedenti, certificati fasulli di residenza a medici che non sono del luogo; nel documento della Dc si parla «di false certificazioni». Il sindaco Francesco Narciso così si esprime: «Da accertamenti effettuati presso l’ufficio anagrafe, risulta che sono stati connessi certificati a medici che non sono affatto residenti a Cardito, il che comporta l’esclusione, lo scivolamento nelle graduatorie di medici locali per la costituzione della guardia medica ed altri organismi riguardanti il funzionamento della sanità nel nostro paese».

Il punto è di enorme delicatezza: se si possono avvalorare indiscrezioni e voci di ambienti molto vicini alla Democrazia cristiana di deduce, traspare l’intenzione di voler ricorrere alle estreme misure per predisporre qualsiasi tentativo per non lasciare nulla di intentato, affinchè possano essere invalidate le residenze fasulle.

Sarà questo uno dei motivi essenziali del dibattito tra le forze politiche e uno dei punti all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale.

Da ciò risulta chiara ed evidente la conclusione del documento: la Dc chiede all’amministrazione comunale di impugnare presso il Coreco tutti gli atti posti in essere dal Comitato di gestione, «per la palese illegittimità della composizione dello spesso».

Si chiede altresì all’amministrazione comunale, di denunciare le gravi carenze di strutture e, questo sembra un punto essenziale, di far presente all’assemblea della USL l’atteggiamento discriminatorio del Comitato rispetto alla classe medica di Cardito. In definitiva, si chiede di intervenire presso l’assessorato regionale competente e il prefetto per il commissariamento

 

Biagio Riccio

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