Cardito, nella Dc braccio di ferro

Cardito, nella Dc braccio di ferro

 

CARDITO – Braccio di ferro all’interno della Democrazia cristiana (partito di maggioranza assoluta che guida annualmente l’amministrazione comunale con un monocolore) per la nomina del capogruppo consiliare. È dalla formazione della giunta, che si è insediata quattro mesi fa, che non ancora si procede alla elezione e designazione. Ultimamente è stato presentato in comitato cittadino un documento del consigliere Riccio, con la specifica e perentoria richiesta della votazione del capogruppo. È stato approvato all’unanimità, ma nessun risultato concreto si è effettivamente avuto, nessuna decisione è stata realmente presa per questo importante adempimento. In mancanza del capogruppo in Consiglio comunale ogni esponente del partito di maggioranza parla in rappresentanza del proprio gruppo.

Chi invece si esprime e interviene a nome della Dc, spesso non rispetta le decisioni del partito. Lo si è verificato per importanti progetti di lavori pubblici e per altri essenziali provvedimenti amministrativi. È il segno e la tangibile dimostrazione di contrasti tra tre correnti: i dorotei, gli andreottiani e gli scottiani. Dal congresso cittadino che si celebrò l’anno scorso i dorotei ottennero il massimo consenso: la minoranza è tra andreottiani e scottiani. Non è stata raggiunta l’unità e le spaccature del partito si riverberano anche sulla vita amministrativa: già si sono avute tre crisi dall’elezione ad oggi. Lo stesso tesseramento secondo l’ex segretario di sezione Verde «non è corrispondente alla realtà del partito. Chi ritira la tessera non partecipa attivamente alla vita politica, gran parte non sanno neppure dove si trovi la sede sezionale». Negli ultimi anni si è avuto l’innesto di giovani, ma non ancora si può parlare di rinnovamento: non si organizzano da tempo dibattiti sui problemi del paese, si vive solo di contrasti soprattutto su problemi gestionali. «Si sono persi la tensione politica ed il senso del partito – dice l’ex sindaco Narciso -, gli anni della grande Dc sono ormai un ricordo».

 

Biagio Riccio

 

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