L’impudenza di Renzi regala il Paese a Grillo!

Con la nascita del governo di Paolo Gentiloni, l’arte del doroteismo Democristiano torna agli antichi splendori; al punto che, Gava, Rumor, Bisaglia e Piccoli, oggi, di fronte a Matteo Renzi, appaiono come timidi scolaretti!

Purtroppo solo ora ci accorgiamo che l’impertinente uomo di Rignano sull’Arno, appartiene a quel potere che ha destinato alle ortiche il pensiero illuminato di persone come Moro, Berlinguer, Togliatti, Dossetti, Gramsci e La Pira. Per Matteo Renzi, conta solo Matteo Renzi e la sua audacia arriva perfino a progettare di rimuovere la storia di due forze popolari come la democrazia cristiana e il partito comunista.

Moro Berlinguer

Ritiene di essere vincitore di un referendum pur avendolo perso, perché attribuisce al suo “ego” un seguito elettorale del 40% dei consensi. Prova ne è che, per tramite del Governo Gentiloni, non ha riconosciuto neanche un ministero per quella minoranza del suo partito che aveva capito i disagi dei cittadini italiani.
Quello che avrebbe dovuto essere un governo nel rispetto del responso referendario, si è manifestato nell’aver promosso la Ministra Boschi e la Ministra Madia, questo nonostante la prima sia stata bocciata dagli elettori, e la seconda dalla Consulta. Mi si consenta di spendere due parole in più sull’Avvocato Maria Elena Boschi perché, nella compagine governativa, andrà a ricoprire un ruolo che le consentirà di partecipare alle nomine pubbliche, come Enti e Banche… è qui, mi taccio!
Stefano Folli, su “Repubblica”, ironicamente, ci ricorda che questo è il governo del “Si” non quello del “No”: come ad avere una sorta di amnesia! Per quanto riguarda la “promozione” del Ministro Alfano agli Esteri, il caso diplomatico di Alma Shalabayeva, moglie di un oppositore politico del dittatore del Kazakistan, parla da solo!

Pier Luigi Battista, sul “Corriere della Sera”, dice che non bisogna esagerare con la discontinuità, infatti, il titolo del suo editoriale è significativo: “la resistenza del giglio magico”.
“Il Manifesto”, un giornale fuori contesto, a firma del suo direttore Norma Rangeri, pone l’accento su come Matteo Renzi voglia distruggere e, allo stesso tempo, rimuovere quel poco di sinistra riformista che ancora c’è nel partito democratico. Cosi pure si scrive sul giornale:

Si può anche avvolgere la dura realtà con i versi del poeta, come ha fatto Renzi, leggendo alla direzione del Pd la poesia di Fernando Sabino, che invita a rimettersi in cammino dopo una sconfitta; si può anche raccontare su Facebook, che sotto gli abiti dell’uomo di potere batte un cuore di padre che fa ritorno a casa e rimbocca le coperte ai figli, ma non sono sufficienti a camuffare il passo indietro quando poi le “prosaiche” cose, dicono che Renzi ne ha fatti due in avanti. Non c’è niente di nobile nell’operazione di questo cambio di cavallo a palazzo Chigi, che è avvenuto solo dopo una settimana dalla batosta del “No” al referendum costituzionale: come nulla fosse successo”.

Queste scelte lasciano un retrogusto di sola furbizia e poca maturità; ed è così che il cittadino più illustre di Rignano sull’Arno, espressione del peggior doroteismo , sta regalando il paese a Grillo.

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