Lucio Battisti

Lucio Battisti, vent’anni fa

Vent’anni fa moriva Lucio Battisti, uno dei più grandi compositori della musica leggera italiana.
Lo ricordiamo con una storia da me raccontata di un amore fuggitivo, come è tra l’altro descritto da Mogol in Prendila così.

DELL’AMORE FUGGITIVO-PRENDILA COSÌ-
Lei scese: la osservò che camminava, a bordo del letto, disinvolta e compiaciuta: l’amore aveva fatto bene ad entrambi in quell’albergo a strapiombo sul mare.
Riascoltarono “Prendila così” di Lucio Battisti che canta, con l’intonazione di un bambino, una partitura bellissima, da lui composta, fatta di violini ed archi, con una base ritmica che si bacia con versi che descrivono l’incontro di amanti fuggitivi. 

“E siccome è facile incontrarsi anche in una grande città,
e tu sai che io potrei purtroppo, anzi spero, non esser più solo,
cerca di evitare tutti i posti che frequento e che conosci anche tu.
Nasce l’esigenza di sfuggirsi per non ferirsi di più.
Lasciami giù qui è la solita prudenza
loro senza me mi hai detto è un problema di coscienza”.


Ma si rividero in una calda sera d’agosto e la delicatezza della canzone di Battisti fece da colonna sonora.
Si incontrarono per la prima volta su un veliero: con gli sguardi si cercarono appena, languidamente e voluttuosamente si accarezzarono solo le mani.
Non parlarono: il non detto fu bellissimo, il linguaggio del silenzio venne colorato dal sax di Derek Grossmith che in “Prendila così” sale, sale ancora nel letto dei violini e dei bassi di un arrangiamento divino, che resta intatto in in canzone scritta nel 1978 ( la più lunga di Battisti ), ma come se fosse stata composta ieri:l’arrangiatore fu Geoff Westley, anche dei Bee Gees tra l’altro alle tastiere;Gerry Conway-membro della band di Cat Stevens-alla batteria;Paul Westwood- che aveva lavorato anche con Elton John-al basso;Pip Williams alla chitarra.


Quel sax lo ascoltarono, da uno stereo, l’ultima volta sul veliero dove si innamorarono senza un assiduo corteggiamento: erano nati per stare insieme.
Sulla tolda lei fece cadere la maglia e le sue spalle bellissime e sontuose adescarono lui che si avvicinò, non resistendo al sussurrante richiamo.
Il sax sale sempre e Battisti nella parte finale della canzone, come un raffinato americano, si inerpica in un cantato scat.
Grossmith ritorna con il rifulgente assolo: il più bel sax alto della musica leggera e Lucio sfuma con un cantato sommesso.
Lui le diede un bacio sulla spalla.
La notte era alta: sulla tolda, in compagnia delle stelle che luccicavano ad intermittenza,fecero all’amore, senza mai parlare. Il mare con lo scroscio dell’acqua, tagliata dal veliero, era di un blu che prendeva tutta l’argentea luna. Gli amanti si guardavano e sorridevano con pudicizia.


“Prendila così non possiamo farne un dramma”.


Si rincontrarono come fuggitivi in quell’albergo, proprio sul mare e riascoltarono “Prendila così”,per rivivere una magia irripetibile: si presero un’altra volta.

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