LO SGUARDO DI SALLY

LO SGUARDO DI SALLY

Dallo scenario di Modena colpisce, nel profondo del cuore, Sally nella magnifica interpretazione di Vasco Rossi. Secondo la vulgata si tratterebbe della storia di una ragazza drogata che sia guarita o di una prostituta che abbia, a dispetto della vita, ripreso a vivere. Ma né l’una né l’altra lettura sono condivisibili.

Siamo di converso al cospetto di un capolavoro ove la musica si compie in un incanto con versi di pura e distillata poesia. Vasco è poeta profondo: prima ci descrive una donna triste che non ha più voglia di vivere, perché ogni carezza candida è sempre colorata da un’amarezza recondita.

Poi ricama con ornamenti finissimi la sua limpida solitudine, sprezzante, perché indifferente alla vacuità e futilitas della vita e desiderosa di quei tempi ove l’amore si dipinge solamente con lo sguardo, portatore di turbamenti d’animo. Sì, perché negli occhi ridenti e fuggitivi splende ogni bellezza di donna e come recita Neruda:

“… i tuoi occhi hanno color di luna,

di giorno con argilla, con lavoro, con fuoco,

e tieni imprigionata l’agilità dell’aria.

(…)

senz’andare sì lungi posso veder tutto:

vedo nella tua vita tutto ciò che vive.”

Il senso di possedere la vita è un brivido, una forza d’urto contro ogni avversità e nocumento, una roccia che s’alza impietosa nella sua possanza all’urto del mare, alle sue fragorose onde, che ci vogliono travolgere, farci perdere. È il senso del vagare di Sally, che supera tutte le colpe per afferrare ogni momento di felicità nel suo più compiuto turbamento, come se fosse l’ultimo.

Ma intanto solo l’ebbrezza di Dioniso muove il mondo che è stanco della putredine della normalità, del tedio che inonda i ripetitivi giorni ( tutti corrono davanti alla tv ).

La follia è l’alfa degli dei, il cominciamento di ogni impulso, come ci aveva insegnato Erasmo. L’equilibro è becera convenzione, alieno dalla fantasia della poesia e dal canto d’amore, refrattario ad ogni regola ed angusto recinto. Almeno il rumore della pioggia ed il profumo delle fragole ci riconciliano con noi stessi.

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