VITE DI SCARTO

VITE DI SCARTO

Gli sloggiati sono una categoria senza protezione sociale e giuridica.
Quando si attua lo sloggio, a seguito dell’espropriazione immobiliare e per effetto dell’applicazione funesta dell’art.560 cpc, le vittime, i soggetti passivi, gli esecutati non hanno un’altra dimora.
Paradossalmente gli immigrati sono tutelati più degli sloggiati, perché appena sbarcano ed evitano prodigiosamente il respingimento,possono essere sistemati in campi o in alberghi con annesso vettovagliamento.
Una volta che si concreta l’espropriazione immobiliare, invece,non si sa dove andranno a dormire gli espropriati. Molto spesso in autovetture malandate o sotto i ponti.
Si ricorderà bene che successivamente al varo della legge Fornero ci furono gli esodati,che all’atto della riforma pensionistica non furono adeguatamente considerati.
Esodato è chi ha interrotto il proprio rapporto di lavoro in conseguenza di accordi di ristrutturazione aziendale senza che abbia conseguito il diritto alla pensione.
Il legislatore, il nostro Parlamento, approva dunque delle leggi senza considerare i costi che bisogna pagare, i suoi effetti collaterali.
Un grande sociologo Zygmunt Bauman ha scritto un bellissimo libro “Vite di scarto”, che affronta la tematica dei rifiuti umani, degli esuberi, degli scarti.
Essere in esubero significa essere in soprannumero, non necessari, inutili.Gli altri non hanno bisogno di te, possono stare senza e cavarsela altrettanto bene, anzi meglio. Non v’è motivo evidente che tu ci sia e nessuna giustificazione ovvia alla tua rivendicazione del diritto di esserci.
Venire dichiarato in esubero significa essere stato eliminato per il fatto stesso di esserlo già costitutivamente: proprio come la bottiglia di plastica vuota e non rimborsabile o la siringa monouso, un bene privo di attrattiva e senza acquirenti, o un prodotto imperfetto o difettoso, inutilizzabile, che gli addetti al controllo qualità scartano dalla catena di montaggio di riproduzione.
Esubero divide il suo spazio semantico con scarti, prodotti di risulta, immondizie,pattume rifiuti.
Zygmunt Bauman in “Vite di scarto”scrive:
”La produzione di rifiuti umani o più precisamente di essere umani scartati è un risultato inevitabile della modernizzazione, è un effetto ineludibile di un processo apparentemente di crescita.E’ una conseguenza collaterale della costruzione di ordine e del progresso economico,che non può andare avanti, senza degradare e svalutare i modi di procurarsi da vivere”.
I rifiuti umani sono quelli in esubero,eccedenti,coloro che della popolazione non si poteva o non si voleva dare il riconoscimento o il permesso di restare.
Il rifiuto può dunque essere assimilato anche alla persona umana se non gli è riconosciuto alcun diritto di protezione.
Diventano un ostacolo,un fastidio; sono dimenticati.
Si cancella una volta e per tutte il loro diritto all’autodeterminazione. Si tratta di soggetti che possono essere buttati in una discarica senza neppure distinguere il tipo di rifiuto, senza sfumature e senza possibile riciclaggio,accumulati indiscriminatamente.I rifiuti umani non hanno bisogno di distinzioni impalpabili e sottili sfumature, non hanno alcuna denominazione.
Non sono neppure considerati dalla legge; nei loro confronti essa si autosospende. Si tratta di soggetti non difendibili, non coperti dal manto legale, sono fuori dall’ordinamento.
Ne ha scritto Giorgio Agamben, trattando dell’ homo sacer.
Homo sacer è un’espressione latina che, tradotta letteralmente in italiano significa uomo sacro, cioè “uomo spettante al giudizio degli dèi”. Indica una sorta di pena religiosa (sacertà) comminata a colui che agiva in modo tale da mettere in pericolo la pax deorum, ossia i rapporti di amicizia tra la collettività e gli dei, i quali garantivano la pace e la prosperità della civitas. Incrinare tale rapporto “sacro” tra società e gli dei significava porre in pericolo la stessa sopravvivenza di Roma.
L'”homo”, divenuto sacer per il solo fatto di aver commesso un atto che comprometteva l’amicizia tra Roma e gli dei protettori, veniva di fatto abbandonato alla punizione divina, come se la collettività non volesse neppure occuparsi della condanna, quasi ciò avesse comportato la contaminazione di tutta Roma.
Privata di quel senso umano e divino che solo la legge può conferire, la vita dell’homo sacer non ha valore. Homo sacer è la principale categoria di rifiuti umani :non è né definito da un insieme di leggi positive, né è portatore di diritti umani che precedono le norme di legge.
Gli sloggiati non hanno tutela: sono rifiuti umani, vanno buttati fuori dalle loro case, possono anche suicidarsi,l’ordinamento li considera anche soggetti estranei non degni di protezione.Ad essi si applica il giudizio di sacerta’, perché sono privi dello stigma ordinamentale.
Questo hanno voluto le banche: e la classe politica ha obbedito.
E forse obbedirà ancora, perché non ha compreso il dramma sociale che stanno per annunciare e patire 550 mila famiglie.
Anche Papa Francesco ha denunciato il dramma di quelli dello scarto e grida alla Grande Bugia.
“Ecco,la Grande Bugia nella quale rischiamo di vivere indifferenti, gelosi custodi di un benessere drogato e squilibrato: nel mondo frantumato, dentro il corso di un cambio d’epoca più che di una ricorrente crisi congiunturale, gli ultimi aumentano e continuano ad aumentare. E noi zitti, testa bassa, a fare i conti solo e sempre con qualche pezzetto dei nostri privilegi che sentiamo a rischio. Zitti in un pianeta dove in una stanza si spreca e nell’altra si crepa, come ricordava madre Teresa di Calcutta con la sua dolce ma rigorosa indignazione”.
Sergio Bramini sta combattendo con tutte le sue forze,sperando nel decreto legge che modifichi la scellerata norma: l’art. 560 cpc.
Ma la demagogia dei politici su Facebook deve finire : dal 18 maggio, giorno della vergogna (quando fu sfrattato),nullo è accaduto.
I nuovi arrivati devono agire, senza alibi.
Facebook è fuffa ,selfomania, parlarsi addosso e non dire nulla, come sta avvenendo.
Non si può più attendere.

Biagio RiccioMonica PaganoFavor Debitoris

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