USURARIETA’ ORIGINARIA

USURARIETA’ ORIGINARIA 

LA MORA VALE AL MOMENTO DELLA PATTUIZIONE.DURA SCONFITTA DEI POTERI FORTI E DI UNA MAGISTRATURA ASSERVITA.

1- La Cassazione ribadisce( Ordinanza 23192/2017) che la l’interesse di mora è componente decisiva del Teg.Cio’ significa che nel computo dei costi erogati per ottenere una linea di credito, sia esso un mutuo o un conto corrente,si deve tenere conto anche dell’interesse moratorio tra le remunerazioni del Tasso effettivo globale, per raffrontarlo con il tasso soglia. Commissioni e remunerazioni a qualsiasi titolo dice l’art.644 c.p e la Corte Suprema ricorda a magistrati incompetenti e burocrati del male che in questa dicitura rientra anche la mora.

Si smentisce una giurisprudenza di merito- molto adusa nei Tribunali del nord di Italia- che ha tentato di escludere la mora come elemento decisivo del tasso effettivo globale.Si ricordi la mistificante teoria della disomogeneità.

2- La Corte Suprema ha conferito diritto di cittadinanza all’usurarieta’ originaria. Il che significa anche aver rimarcato che il reato di usura nasce al momento della pattuizione. Non è da sottovalutare il riferimento del relatore alla legge di interpretazione autentica dell’art. 644 codice penale(legge 24/2001). La ricaduta di questo principio non implica che la mora si concretizzi, ma basta che sia solo pattuita. Se dunque un mutuo presenta un tasso di mora più alto di per se solo quello soglia,si deve applicare l’articolo 1815 secondo comma,senza che sia indispensabile che il ritardo nell’adempimento si verifichi. Deve essere corrisposto solo il capitale, non gli interessi, ne’ corrispettivi( quelli pattuiti), ne’ovviamente quelli moratori.

Si tenga presente che il relatore è stato chiarissimo nell’aver scelto la teoria del reato di usura,come nascente con la pattuizione contrattuale. Dice infatti espressamente :”il legislatore ha voluto sanzionare l’usura perché realizza una sproporzione oggettiva tra la prestazione del creditore e la controprestazione del debitore”.

Sembrerebbe di capire nella struttura del reato che per la Corte(civile non penale),non sia altrettanto decisivo il momento della dazione e perciò dell’esecuzione contrattuale.L’effetto è dirompente,perché se ho pattuito un mutuo con tasso di mora maggiore della soglia,posso denunciare la banca e devo solo il capitale. Non è indispensabile attendere il concretarsi della mora.

Il giudice relatore scrive:”come emerso dalla Ctu, al momento della pattuizione( dunque non della dazione, senza che essa si concreti n.d.a) il tasso degli interessi moratori era superiore al tasso soglia , vertendosi in ipotesi di usurarieta’ originaria ( e non in quella di usura sopravvenuta come dedotto dalla banca)”.

3-Se deve essere corrisposto solo il capitale,si dovrà rimodulare il piano di ammortamento e la lesione grave della norma(644 cp) implica che la risoluzione del contratto di mutuo,se avvenuta, non abbia effetto, perché travolta dalla nullità disposta dal Giudice.

4-Il relatore è chiaro anche nell’aver statuito che nella sanzione rientrano pure gli interessi corrispettivi, quando il mutuo è usurario per la sola mora.ll mutuo diventa, a tutti gli effetti, gratuito.

5- Nella sentenza non si parla di sommatoria, assolutamente, dunque essa non è ammessa, ne’ posta come questione.A tal uopo è evidente il richiamo alla ordinanza sempre degli Ermellini 5598/2017.

6- La questione dell’usurarieta’ sopravvenuta per il relatore è un’altra bufala, come aveva tentato di sostenere la Banca. Infatti il contratto è valutato come usurario al momento della sua scaturigine.

7-Dunque gli stessi Giudici di merito non possono rigettare citazioni contenenti assunti sull’usura e condannare a salatissime spese giudiziali( a volte anche a lite temeraria),perché il relatore ha dimostrato, con il riferimento alla pronuncia n.5324/2003, che il tema è antico ed i Magistrati lo dimenticano volutamente per disbrigare pratiche, non perseguire reati, come dovrebbero.

Per i poteri forti e per i magistrati incartapecoriti (ad essi asserviti) è una brutta sconfitta.

Banca d’Italia taccia e si adegui supinamente.

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