STAVOLTA LA CORTE DI CASSAZIONE VEDE L’USURA NELLA SPROPORZIONE. IL NUOVO VENTO SI FA SENTIRE.

STAVOLTA LA CORTE DI CASSAZIONE VEDE L’USURA NELLA SPROPORZIONE. IL NUOVO VENTO SI FA SENTIRE.

Nuovamente la Cassazione penale con sentenza numero 45982/2017 interviene sull’usura, venendo a prefigurare la tipica fattispecie dell’usura in concreto, quando valutando il dispiegarsi del fatto ci si accorge per esempio che vi sia sproporzione tra prestazione e controprestazione.

1- Se ottengo una linea di credito da una banca per euro 100 mila per esempio e sono costretto a dover rilasciare fideiussioni per euro 800 mila ( pensiamo al valore di 4 appartamenti ) c’è usura, perché approfittando del mio stato di bisogno la banca ottiene da me una controprestazione, il cui valore è di gran lunga maggiore al beneficio da me ottenuto.

2- Se per ottenere un finanziamento, un mutuo chirografario, per esempio di 150 mila euro, la banca non avendo garanzie ipotecarie pretende il rilascio di una cambiale in bianco per esempio di euro 250 mila che azionerà se sarò inadempiente, pure compie il delitto di usura: si rompe e si elide l’aequitas delle prestazioni e la banca si pone a sfruttare la mia condizione economica di debolezza.

Dunque non siamo nell’ipotesi di un caso oggettivo per il quale si debba ricorrere al confronto tra tassi, quello del mio conto corrente o del mio mutuo comparato a quello soglia. Non è in giuoco l’usura oggettiva, ma soggettiva.

La Cassazione penale interviene con una sentenza la numero 45982/2017 e stabilisce il seguente principio: il reato di usura non si concretizza nella sola promessa o dazione di interessi usurari, ma anche nel caso in cui vengano pattuiti vantaggi o altri profitti di qualsiasi natura che raffrontati con la controprestazione rivelino un intrinseco carattere usurario.

Così si legge in parte motiva :” È noto che il reato di usura si consuma non solo con la promessa o la dazione di interessi, ma anche nel caso in cui oggetto di pattuizione siano altri vantaggi usurari, ovvero illegittimi profitti, di qualsiasi natura, che l’accipiens riceve e che, per il loro valore, raffrontato alla controprestazione, assumono carattere usurario (Cass. sez. 2 n. 5683 del 25/10/2012, Rv 255238).

Il delitto di usura c.d. “in concreto” è, pertanto, fattispecie posta a presidio di condotte di sfruttamento delle condizioni di difficoltà economica o finanziaria della vittima, realizzate attraverso l’induzione della parte offesa all’accettazione di condizioni contrattuali sperequate rispetto a quelle che caratterizzano il libero mercato”.

Tira un nuovo vento, la tempesta è passata finalmente ed i giudici della Cassazione riprendono a leggere le norme a tutela della parte più debole, nel segno di un’eguaglianza sostanziale che impone la Carta Costituzionale.

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