QUEL VERMINAIO TRA POLITICA E BANCHE: IL CONFLITTO DI INTERESSI DELLA BOSCHI

QUEL VERMINAIO TRA POLITICA E BANCHE: IL CONFLITTO DI INTERESSI DELLA BOSCHI.

Sembrava di capire che il partito democratico con la recente mozione votata alla Camera,chiedendo la testa del Re, il governatore della banca di Italia Visco, avesse sintonizzato la sua politica a qualcosa di Sinistra.
In questo paese chi sbaglia non paga e sono indubitabili le responsabilità di Visco e della Banca di Italia(e CONSOB) per culpa in vigilando per una crisi di sistema che è costata ai contribuenti 61 miliardi di euro che aggiunti ai 70 miliardi di euro, indispensabili per le ricapitalizzazioni, si approda ad un importo superiore a 130 miliardi di euro (Andrea Greco su Repubblica di Venerdì 20 ottobre).

Visco è un eccellente tecnico, ma un governatore deve essere anche in grado di intervenire per estirpare la malapianta della corruzione, avendo il coraggio di tagliarla e reciderla senza guardare in faccia nessuno.
Ma non è stato così, perché si è scoperto che proprio per le banche andate in risoluzione(Etruria e le altre) sono stati concessi prestiti ed affidamenti ad amministratori compiacenti per oltre 122 milioni di euro senza garanzie: fatto di una gravità inaudita che non ammette escusatio .Banca di Italia dove era? Perché non ha vigilato?
Giusto dunque quando si legge nella mozione contro il governatore: “gli effetti della crisi bancaria potevano essere mitigati da una più incisiva e tempestiva attività di prevenzione che avrebbe dovuto esercitare banca di Italia”.

Ma si scopre che chi ha voluto e redatto la mozione non sono i parlamentari del gruppo del partito democratico, bensì lo staff giuridico del sottosegretario Maria Elena Boschi.
È una ricostruzione autorevole che parte dal Corriere della Sera( 20 ottobre )con un articolo di Fiorenza Sarzanini ed avvalorata dal Fatto Quotidiano di oggi a firma di Marco Palombi.
Anche il Manifesto fornisce la medesima lettura.Il titolo del giornale di Pintor è emblematico: L’imboscata( Il Manifesto 20 ottobre articolo di Andrea Colombo).Dunque una vendetta della Boschi per mano del segretario Renzi.
Se così fosse( e la ricostruzione è molto verosimile),si può desumere che tutti possono chiedere la testa del Re, il governatore, tranne la Boschi che ha fatto di tutto per impedire che si aprisse il vaso di Pandora dell’Etruria,da cui sono scaturiti i veleni di suo padre. Si legga in proposito il libro di Ferruccio De Bortoli già direttore del Corriere della Sera(Poteri forti o quasi) dal quale si evince che la bellissima Maria Elena ha brigato anche con l’amministratore delegato diUnicredit, Ghizzoni,affinché assorbisse Etruria. Gli stessi verbali (3000 pagine) che Visco sta producendo alla Commissione Banche alla Camera pure attestano che la politica stava facendo il possibile (senza riuscirci) per coprire lo scandalo Etruria con fusioni ed incorporazioni.

Verminaio e politica di patente conflitto di interessi, grande quanto una montagna, questa è la desolante verità che si apprende in queste ore.
Se Visco deve andare via, cadere, altrettanto Maria Elena Boschi dovrebbe dimettersi,se avesse dignità politica. Non si capisce ancora perché stia lì.

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