MARX, LA FAVOLA DEL RE MIDA E GLI STIPENDI DEI MANAGER DELLE BANCHE IN CRISI.

MARX, LA FAVOLA DEL RE MIDA E GLI STIPENDI DEI MANAGER DELLE BANCHE IN CRISI.

Nella crisi della sovrapproduzione scoppia il Capitale, c’è la caduta del saggio tendenziale del profitto, anche i piccoli capitalisti diventano poveri, così ci insegna Marx.

Come la favola del re Mida raccontata da Ovidio nelle Metamorfosi: tutto quello che toccava diventava oro, anche le pietanze da mangiare. Corse dal Dio Dioniso per pregarlo di riprendersi il dono nefasto ed il Dio gli ordinò di calare la testa nel fiume per lavarsi dalla cupidigia ed ingordigia.

La ricchezza smodata, dice la morale, fa vomitare: quando non si redistribuisce il reddito pochi ricchi e tantissimi poveri provocano desolazione e miseria, lo ha detto bene Stiglitz nel famoso libro “Il prezzo della diseguaglianza”: “l’uno per cento dei magnati americani controlla il 40 per cento della ricchezza di un popolo”.

Così è avvenuto anche per le banche:

1- Hanno cambiato prodotto: non concedere finanziamenti alle imprese, ma giocare con derivati. Sappiamo cosa avvenne con l’operazione Alexandria: il monte dei Paschi subì una perdita patrimoniale netta, come disse la BCE,con un impatto sul conto economico di 450 milioni di euro.

2- Nonostante le gravissime crisi che ne hanno provocato la risoluzione e dunque la liquidazione e successivi assorbimenti in altre banche, gli amministratori di banca dell’Etruria hanno percepito lautissimi compensi . Nell’esercizio 2012 il presidente Giuseppe Fornasari (indagato per ostacolo alla vigilanza) raccattava 350mila euro per cariche particolari, 40mila per il cda, altri 20mila per il comitato esecutivo, 7.200 euro di gettoni di presenza al cda e 5.600 al comitato esecutivo. Totale: 422.800( Fonte il Giornale del 11.02.2016).

3- Il Fatto quotidiano ci racconta:Nel 2015 i compensi per gli amministratori della Popolare di Vicenza sono saliti del 9%, con buona pace dei 119mila soci della banca che hanno visto il valore delle loro azioni ridursi ai minimi termini. Nel corso dello scorso esercizio, emerge dal bilancio, che la Bpvi ha pagato ai propri dirigenti strategici (consiglieri, sindaci e componenti della direzione generale) 16,7 milioni di euro,a fronte degli 11 milioni corrisposti nel 2014 (+52%). A spingere i compensi sono stati i 4,8 milioni di indennità corrisposte per fine del rapporto di lavoro, costi legati alle buonuscite riservate ai manager che hanno lasciato la banca, a partire dall’ex direttore generale Samuele Sorato. Anche al netto di queste voci, in ogni caso, i compensi per il vertice sono saliti da 10,65 a 11,62 milioni (+9,1%) (Fonte Il Fatto Quotidiano del 1/3/2016).

4- La Banca Popolare di Vicenza era una delle più ricche d’Italia:soltanto tre anni fa la Vicenza era la terza banca in Italia per capitalizzazione, dopo Intesa e Unicredit. Bisognava mettere insieme Ubi e Bpm o il Banco Popolare e la Popolare Emilia per raggiungere il valore della Vicenza. Una sola azione valeva 62,50 euro( Fonte Corriere della sera 19/4/2016)

5- Secondo l’ultima stima del Sole 24 ore ci vuole una Bad Bank di 20 miliardi di euro per salvare le banche venete: ed i Ceo hanno portato a casa stipendi da re Mida.

Pubblico il mio intervento al convegno di Caserta organizzato da Favor Debitoris e Confimprese.

Marx aveva scritto: “Se il denaro, secondo Augier, viene al mondo con una macchia di sangue sulla guancia, il capitale nasce grondante sangue e fango dalla testa ai piedi”.

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