I MAGISTRATI E LA RIVOLUZIONE CHE NON C’È PIÙ

I MAGISTRATI E LA RIVOLUZIONE CHE NON C’È PIÙ

Un tempo i Magistrati erano quelli che facevano la rivoluzione . Come scriveva Ramat-di Magistratura democratica- “anche noi giudici siamo chiamati ad attuare la Carta Costituzionale ed a perseguire l’eguaglianza sostanziale,ex art.3,nelle nostre decisioni”.
In un bellissimo libro “Il vizio della memoria” Gherardo Colombo sostiene che bisogna “recuperare il senso dell’utilità delle regole al punto che il loro uso sia legato più alla gioiosita’ che alla sofferenza, più alla serenità che alla cupezza”.Lo diceva perché crede in una società armonica, così come immaginata dai nostri Costituenti.
Ebbene purtroppo anche nella magistratura si annida il conflitto di interessi,le decisioni dei Giudicanti riflettono in controluce la tutela di altri interessi che non coincidono con quello generale.
Si pongono come sostenne Sciascia nell’introduzione alla “Storia della colonna infame”scritta dal Manzoni,come burocrati del male.

La vicenda di Thomas,che ha perso la propria casa,riflette una Magistratura non serena nei propri giudizi.
Mercoledì 15/6/2016 ci sarà una conferenza stampa,a cui parteciperò come relatore. Vogliamo capire, indagare, perché nei Tribunali dell’Alto Adige avvengono,con estrema facilità, le vendite giudiziarie di immobili e di case di prima abitazione, senza considerare che le pretese creditorie delle Banche siano intrise di usura.
La battaglia continua anche contro quei Magistrati che hanno connivenze con il potere forte.

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