LE BANCHE COME I CANNIBALI NELLA GIUNGLA.

LE BANCHE COME I CANNIBALI NELLA GIUNGLA.

MIA DICHIARAZIONE AL QUOTIDIANO LIBERO SUL CASO GINORI L’ANTICA FABBRICA DI CERAMICHE DEL 1765, ORMAI PERDUTA.LA ORRIBILE SPECULAZIONE DEI FONDI AVVOLTOIO SUI CREDITI DETERIORATI.

 

Quale è il risultato se alla redditualita’ dell’economia reale si sostituisce la speculazione? Cosa accade con la cessione dei crediti deteriorati ai fondi avvoltoio? Cosa potranno fare i nuovi creditori acquirenti al cospetto del debitore ceduto,che è sempre una piccola impresa o un mutuatario?

Siamo nell’ambito degli Npl meglio definiti crediti deteriorati,ossia quelle partite attive che sono nelle pance delle banche: si tratta di sofferenze,perché non vengono attivate contro i debitori, correntisti e mutuatari.

Le banche se ne vogliono liberare per pulire i loro bilanci. Si conta che in Italia esse sono pari ad 85 miliardi di euro. Intervengono perciò dei fondi di investimento che non hanno volto e che comprano questi crediti a prezzi stracciati: se per esempio il credito deteriorato vale al bilancio della banca 100,viene venduto a 20.

Il problema che il fondo avvoltoio si rivolgerà al debitore ceduto, vale a dire quello originario chiedendo non 25, bensì 125,per rientrare anche del prezzo pagato per la cessione.

Siamo al cospetto di una speculazione orribile.

Un esempio arriva dalla complessa vicenda del Fallimento della casa delle ceramiche Richard Ginori fondata nel 1765,ormai assurto alle cronache nazionali:si veda in proposito l’articolo di Andrea Greco su Repubblica del 4/9/2017.

Sarebbe stato possibile salvare lo stabilimento,che garantisce oltre 1000 posti di lavoro,se le banche creditrici,tra cui Unicredit,avessero accettato l’offerta proveniente dal gruppo francese del re del lusso Francois Pinault- Kering- titolare anche del marchio Gucci.In questo caso lo stabilimento sarebbe stato scorporato dalla procedura fallimentare, se l’affare fosse stato concluso. La kering aveva offerto 6 milioni di euro.

Ebbene la Unicredit ha venduto il suo credito ad un fondo avvoltoio oggi in titolarità della Dobank, ma di fatto detenuto dal colosso statunitense Fortress.

È accaduto dunque che la Unicredit ha di fatto rifiutato l’offerta proveniente da un grande gruppo imprenditoriale per sei milioni di euro ed ha ceduto il suo credito ad un fondo avvoltoio ad un prezzo di euro 1,2 milioni di euro,pari al 20% del valore nominale.

L’affare è saltato, il finanziatore francese si ritira,lo stabilimento non sarà acquisito, ci saranno licenziamenti per oltre 1000 unità.

Ho rilasciato una dichiarazione pubblicata sul giornale “Libero”di stamane sull’intricata vicenda, essendo uno dei relatori che sarà ascoltato alla Commissione finanze sulla proposta di legge per lo smaltimento dei crediti deteriorati.

I crediti deteriorati possono essere smaltiti accordandosi con il debitore direttamente. Infatti come visto nel caso Ginori se il debitore offre di più ( sei milioni a fronte di 1,2 milioni di euro) dovrebbe ottenere la quietanza e la cancellazione dalla centrale rischi.

Ma le banche preferiscono i fondi avvoltoio,perché con molta probabilità hanno anche il capitale di questi ultimi. Comprano e vendono gli stessi crediti, lucrando due volte e non pagano neppure le tasse, perché i fondi hanno sede all’estero.

Ecco la verità: si arricchiscono sino a mangiare vive le imprese e le famiglie, come tra i cannibali nella giungla.

La proposta di legge che mette al centro il debitore per evitare queste speculazioni deve essere calendarizzata velocemente, prima dello scioglimento delle Camere per le prossime elezioni, altrimenti ci avvieremo ad un massacro sociale.

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